martedì 9 novembre 2010

Come possono le piccoli e grandi cose …acqua…cibo…accendere i sensi e farci ritrovare l'armonia persa..quindi siamo sempre più femmes à la faim...

Siamo sospesi per 9 mesi nell’acqua della pancia materna...con un tuffo usciamo...
Abbiamo nel nostro corpo tanta acqua…ci dissetiamo con acqua di fonte (se possibile!)…

L’acqua è sinonimo del nostro benessere estivo ed invernale…spaziamo pure con la fantasia dal mare caraibico al nostro mar della Sardegna, alle terme di Saturnia...dove la famiglia Medici amava recarsi…piace e piacerebbe anche a noi vero farlo in questo momento !!!???


Degustiamo prodotti dove l’acqua è una componente importante:
il vino, la zuppa di cipolla o di fagioli, minestra di pane, il cacciucco, il latte, il brodo di gallina, castagnaccio, formaggio, mozzorella, pappa al pomodoro…oltre che sete sinceramente viene anche la fame… perché l'acqua ed il cibo hanno funzioni sociali di eccezionale valore, eliminano la nostra sete e fame, ma soprattutto per ciascuna persona che ami la libertà anche il cibo più semplice, preparato con amore e rispetto di ciò che cresce sul territorio è capace di accendere i nostri sensi dandoci serenità e benessere dopo magari una litigata o dello stress quotidiano…


Voi cosa ne pensate?
Madame Cousiniere

domenica 7 novembre 2010

La convivenza

A volte la convivenza è stressante.
Lo spazio non manca, ma ti ostini sempre ad entrare nella mia stanza.
Con quel tuo corpo ovoidale mi fissi come un comune mortale.
Una presenza petulante che sopprimerei ogni istante.
Per non parlare di quella tua saliva che lasci come una scia.
D’impulso vorrei mandarti altrove ma se ti spruzzo mi rispondi col puzzo.
Sei seccante soprattutto quando mi sfiori le gambe.  
Sarà cattiveria ma col tempo ho capito che sei miseria.
Un piccolo insetto repellente che schiaccerei con un fendente.
E non per fare poesia, ma cimice…ti prego…vattene via.

sabato 6 novembre 2010

Drink me





“Coroniamo di mirto la chioma: quante lettere abbiamo nel nome, votiamo tanti calici alla bellezza d'Egloge!”
Da NERONE, Targioni Tozzetti


Siamo come vini da bersi al momento giusto. Ma dobbiamo trovare un bicchiere che ci contenga, ci accolga. E un abbinamento che  ci esalti.

Facciamo un gioco.  A chaque vin son verre, ad ogni donna il suo vino, ad ogni vino il suo piatto.


Lady Bonsoir:  Vernaccia di San Gimignano. Simbolo della fierezza territoriale, è citata negli archivi della turrita cittadina valdelsana  già dal 1276. In cuor suo parla  vernacolo, anche  se la dizione è impeccabile, pronta per essere esportata inognidove. Corpo slanciato, pelle liscia e candida, vivacità beverina, qualcuno ha tentato di appesantirla imprigionandola in doghe di legno. Ma a noi piace così, ferma, genuina, casual ma non troppo.

Lady Demi-Sec:  brilla&bolle. Ça va sans dire, è una cuvée di Chardonnay e Pinot Noir, da uve elaborate con metodo Classico. Sebbene la spremitura sia stata tutt’altro che  soffice e progressiva, la parte migliore del succo si è conservata. E la seconda fermentazione in bottiglia l’ha magnificata.  La veste leggiadra nasconde un gusto persistente e raffinato.

Madame La Cousiniere: uva a buccia chiara, ha l’amabilità dei vini da dessert. E’ una Malvasia Bianca del Chianti, capace di regalare, col suo mosto fiore abbracciato a quello del Trebbiano, un Vin Santo di forte longevità e dolcezza aranciata. E’ il vino del benvenuto, quando, nel suo nido, accoglie orde di magnamagna accorsi a gustare i suoi manicaretti.   

Madame Bon Appetit: chiara, fresca e dolce.  Però l’acqua non fa per lei.  Nei rovi aggrovigliati trovi. La  mora. La violetta. I frutti di bosco. Il mirtillo. Profuma di vino. Ha il rosso rubino del Lambrusco, spumeggiante di porpora.   E’ morbida, ma il salino in zucca non le difetta: la sua semplicità fragrante, mai stucchevole, avvolge tutti col suo frizzo di compagnia.

Madame Gourmadise: indomita strappaturaccioli, richiama la beva. Un Merlot, scuro scuro, morbido morbido. Viso color latte e vino, seduce subito col suo aroma succulento di prugna. La sua acidità è minima, il tannino non punge. Si lascia bere, piena e franca, ilare e schietta.  Le spezie dolci si amalgamano, a puntino, al balsamico. E’ Bolgheri.

PerDiletto: una nonna fiascaia e un bisnonno che amava cantare a sciacquagola (sic!)  "Libiam nei lieti calici"...sarà per caso un Sangiovese? Di certo, dal vino traviata.



  
Abbinamenti: mission impossible?!



venerdì 5 novembre 2010

Odori e dissapori

Sfatiamo un mito: non è vero che “l'omo ha da puzzà”. Chi lo sostiene è sicuramente una persona priva di olfatto. E siccome la qui presente di naso ne ha assai (inteso come capacità olfattiva, cosa pensavate, maligni...), le capita spesso di imbattersi in inconsapevoli portatori di olezzi vari.





Siccome la categoria è fittissima, quasi inflazionata, viene talvolta da pensare che i signori in questione abbiano dei nasi un tantino difettosi.
C'è, per esempio, chi non realizza che l'asciugamano della palestra, usato, strausato e riposto umido nella borsa sportiva, produce quantità esagerate di mucillaggine e che, magari, sarebbe carino riporlo nella lavatrice il prima possibile e non riutilizzarlo ad ogni piè sospinto per pigrizia o per (!?!) economizzare sull'acqua che sta per estinguersi...


Lasciamo perdere quelli ai quali difetta il fiato odoroso di menta, a volte può essere lo stress o anche un problema di stomaco, e allora si cerca di sorvolare e di stare a debita distanza. Se però i suddetti evidenziano tartaro in abbondanza e una seria difficoltà ad avvicinarsi ad un igienista dentale, allora è bene lasciarli bollire nel loro brodo.


Chi poi si lava pochino e si immerge nei profumi più disparati manco fosse Luigi XIV, è proprio meglio non rivederlo mai più.



Se poi, nonostante tutto, si è finite nelle grinfie di un profumatone, è saggio chiarire fin dall'inizio che la pulizia di asciugamani, lenzuola e altro sarà a loro carico, pena non avvicinarsi nemmeno dipinte al loro olezzante talamo...


giovedì 4 novembre 2010

SOS LEOPARDO

Uno spettro si aggira sulle nostre città. Indossa un mantello tigrato e calza stivali maculati. Non disdegna maglioncini da zebra e cinguetta garrulo stringendo borsette panterate.



Ora, è vero che la tendenza animalier domina le passerelle autunnali ma, come dicono i latini, est modus in rebus.
Tradotto: bambine, non facciamoci del male.

Se non abbiamo il fisico di Eva Herzigova o lo charme di Brigitte Bardot, forse conviene limitarsi ad una sciarpina o ad un paio di guantini maculati. Una borsetta può andar bene ma, per carità, non abbiniamola alle scarpe...
Quanto alle calze, che dire, è consigliabile consultare prima la propria carta di identità e poi decidere se è il caso di procedere all'esotico acquisto.






In ogni caso, come sosteneva il grande Christian Dior (che peraltro aveva “inventato” la moda del maculato nel lontano 1947), che animalier sia ma un solo pezzo per volta.
Pena: essere scambiata per una fiera dello zoo.


mercoledì 3 novembre 2010

La bellezza del trasformarsi

La rosa nasce. Si trasforma dal bocciolo alla splendida ruota di colori... 



La bambina si trasforma gioca e si diverte....con i vestiti diventa strega...con i trucchi diventa tigre.....il latte zucchero e panna diventano un gelato....l'acqua del mare si trasforma in sale.....la drupa dell'oliva trasforma il suo colore e diventa olio esplodendo nei suoi profumi e sapori........il vino si affina e trasforma in botte le sue qualità i suoi profumi, la sua dolcezza, il suo equilibrio...anche le donne nel corso dei secoli e oggi noi ci trasformiamo nel corpo, nello spirito, nelle emozioni, nella mente....


L'energia trasformante delle piccole e grandi cose è comunque l'AMORE e la PASSIONE, che vogliono dire potere di trasformarsi e diventare per ESSERE NOI  STESSE.
E voi chi siete? Lo sapete, o siete in viaggio per la trasformazione?


In fede e con Amore, Madame La Cousiniere.
....scusate, uso la penna come il cucchiaio?!!


martedì 2 novembre 2010

L'insostenibile leggerezza del Destino...

Einmal ist Keinmal: ovvero ciò che si verifica una sola volta (Einmal) è come se non fosse accaduto mai (Keinmal).




L'esistenza e le scelte che ognuno compie nella sua breve o lunga durata possono essere del tutto irrilevanti e in ciò risiede la loro leggerezza. Il contrasto tra questa sfuggente evanescenza della vita e viceversa la necessità umana di rintracciare in essa un significato diviene un paradosso insostenibile.




Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future. [...]. Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L'uomo vive ogni cosa subito, per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza avere mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre ad uno schizzo. Ma nemmeno "schizzo" è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro.
Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere
Madame Gourmandise in un pensiero a voce alta... in conflitto fra i suoi sensi e il destino... perdizione delle sue paure versus consolazione dei suoi sogni.
L'attesa di attendere e di bramare ancor più un inaspettato ed inostenibile Destino...stavolta più leggero!