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giovedì 16 dicembre 2010

Sos Natale – secondo round: w i tortellini

Mancano ancora due settimane abbondanti a Natale e non hai bisogno di fare le analisi del sangue per sapere che il tuo colesterolo ha già superato il limite di guardia.
Le cene pre-Natalizie ormai non si contano e i dolciumi che hai provato a scansare per settimane (entrando semibendata al supermercato) alla fine hanno avuto la meglio su di te.
Non si potrà dire che non ce l'hai messa tutta per ignorare l'incombente Natale.
Poi ti sei arresa all'evidenza e la malinconia che t'ha aggredita da lì in poi l'hai necessariamente dovuta annegare nel cibo.



L'ansia da regali è in crescita esponenziale.
Nessun dono all'attivo e nessuna idea brillante della serie vado e compro.
Un disastro.

Bisogna darsi una scrollata e correre ai ripari.
Quindi i giuramenti con tanto di dita incrociate sulla bocca sono:

Giuramento no.1 
dieta povera di grassi

Giuramento no.2
il prossimo sabato dedicato interamente all'acquisto dei regali Natalizi

Poi ricevi un invito tanto inaspettato quanto carino.
Qualcuno ha colto qualcosa di te, e ti propone una gita.
La destinazione è Bologna, città che adori.
La missione è comprare i tortellini per il pranzo di Natale, una tua consuetudine, solo che quest'anno credevi di non riuscire ad onorarla.
Il giorno è il sabato, quello del giuramento no.2.




D'istinto accetti l'invito. E fai molto bene.

Esito del secondo round:
- Regali zero assoluto
- Colesterolo in crescita dopo aperitivo a base di deliziosa mortadella e lauta cena innaffiata da lambrusco



In compenso grande leggerezza d'animo e pesantissima shopping bag contenente oltre 6kg di tortellini da spartirsi in due.



Il pranzo di Natale è al sicuro. Almeno quello.





sabato 11 dicembre 2010

Et la lune finissait ivre


"E' il richiamo dell'uva che ci ruba il sonno..."
da Il profumo del mosto selvatico (1995)



Ci sono notti in cui si ulula alla luna.

Dopo una cena succulenta in cui si è irrimediabilmente scambiato  il vino per l’acqua di fonte – ahinoi, la natura non ci ha dotati neppure di una tenuta di ferro -, il nettare degli dèi, invece di farci sperimentare l’estasi, suggerisce di avvolgerci nelle spire di lenzuola stropicciate e calducce. Peccato che, in tanto soave sprofondare, si rischi - pericolo minore in questa notte tutt’altro che mistica -, il soffocamento. 

E’ il vigore della natura, pensi, mentre il soffitto balla una lambada.  Quello stesso vigore che a tavola ti ha regalato il riso ed un allegro sragionamento. Condividi le tue gioie e le confidenze più tenere con i commensali, amici compassionevoli, mentre il calice si svuota e si riempie di bollicine, bianchi frizzantini, rossi corposi. I distillati ti danno il colpo di grazia. Hai esagerato con la sublime, ma delicata, arte degli abbinamenti, ormai è  chiaro. E tu continui a ridere, ridere, ridere, gli occhi liquidi di pianto, poi torni a ridere. Riporti alla memoria i volti di persone care, che l’aureo fiotto del grappolo ha evocato quali birboni spiriti benigni. Una leggera ebbrezza continua ad accompagnarti mentre, con abbracci sbracati, saluti gli ospiti sulla soglia.   Ti casca l’occhio, offuscato da quei due chiletti di mascara che a quest' ora t'hanno ridotta la controfigura di un pagliaccio del Circo Orfei, sulla pila dei piatti, e decidi su due piedi traballanti: ora non ce la posso fare.  Domani è un altro giorno, si vedrà. Occupiamoci intanto di raggiungere incolumi il talamo.  Arranchi sulle scale neanche fossero  piramidi maya e, strisciando, ti aggrappi  a quel candido baldacchino svolazzante che dovrebbe avere ben altra funzione. Con la leggerezza e l'eleganza del clown di cui sopra, ancora vestita di tutto punto perché quei deliziosi,  minuscoli e maledetti bottoncini che costellano la tua schiena non si possono proprio affrontare, ti tuffi di testa sul cuscino e parte la giostra: qualcuno fermi la stanza. O mi pratichi un esorcismo.  Orfeo, liberami dall'angoscia.

Edvard Munch - Il giorno dopo - 1894-5, Nasjonal Galleriet, Oslo

Finalmente, arresa, sentenzi:  che la notte sia il sole. Ed intingi la penna nel vino.



venerdì 10 dicembre 2010

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei…..Capitolo III

Mai usare gli stecchini da denti in presenza dei commensali.
Se proprio non potete farne a meno, andate in toilette...non siete Johnny Stecchino.


Mai bere senza aver prima pulito la bocca con il tovagliolo
Non è ammissibile lasciare briciole ed untuosità sul bordo del bicchiere, tanto meno la bava.




Mai bere facendo rumore e mai far rumore con le posate tra i denti.
Se avete velleità di musicisti, perchè non andate al conservatorio?


Mai fare dei bocconi troppo grandi....
La pietanza è già calda di suo...ricordatevi, avete una bocca, non un forno!



             BUON APPETITO A TUTTI!!!!!!!!





giovedì 9 dicembre 2010

SOS Natale - Primo round

Panettoni e pandori imperversano da più di un mese.
Lì a ricordarti che, con la dovuta calma, ma il Natale sta arrivando (e quando arriverà ne avremo già fin sopra i capelli).


La prima volta che ti imbatti nel grattacielo di dolciumi Natalizi all’entrata del supermercato, quasi non ci puoi credere. Ma come? Se ho appena riposto i bikini?


Impossibile.
E’ un’allucinazione.
Del resto non sarebbe la prima volta.
Passi oltre.

Poi, in un batter d’occhio, ogni strada comincia a brilluccicare di lucine, ogni vetrina a rigurgitare addobbi, e qua e là fanno la loro comparsa gli abeti carichi delle decorazioni più improbabili.
Vorresti passare oltre ma stavolta non ce la fai.
E capitoli.
Inesorabilmente arriverà il Natale.


Il 24 Dicembre dello scorso anno, quando sei rientrata a casa stremata e carica di pacchetti, avevi fatto un solenne giuramento, lo stesso degli anni precedenti:
che Dio mi fulmini, l’anno prossimo comincerò a pensare ai regali per tempo senza ridurmi al 90°minuto…
Ad oggi Dio è stato clemente con te, nel senso che sei viva e vegeta (non sei morta folgorata). Perché continuare a sfidarlo?

 

Okkei, è ancora Novembre quando parti lanciatissima per il primo round di shopping Natalizio.

Ecco, un pulloverino di cashmere per Mario potrebbe andare bene…ma gliel’avevo già regalato lo scorso anno?…oppure era Luigi…? No, è un rischio…devo far mente locale…magari a casa trovo qualche indizio…
Nel frattempo questo da donna è carino forte…lo prenderò per me.

Guarda che bel bracciale, a Paola piacerebbe…mannaggia però, Paola ha più bracciali che capelli in testa…Laura non ne ha…lo prendo per lei…ma lo porterà?…magari non ne ha proprio perché non li porta.
Certo sembra fatto apposta per il maglioncino di cashmere nuovo…beh lo comprerò.


Esito del primo round:
Regali per Mario / Luigi / Paola / Laura rimandati al secondo round
Maglioncino di cashmere e bracciale acquistati per la sottoscritta

L’analista rimarcherà la tua solita difficoltà nel decidere, ma dovrà pur ammettere che la lezione sul prenderti cura di te ed anteporti agli altri l’hai invece imparata bene.


venerdì 3 dicembre 2010

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei…Capitolo II

Al ristorante: il primo a varcarne la soglia deve essere sempre l’uomo. L'usanza “Prima le signore” vale solo per l'uscita. Questa regola ha radici antiche; in passato infatti “il Cavaliere” aveva l’obbligo di esplorare l’ambiente prima di farci entrare una signora.
 
Ah...ah...ah...
Come di solito accade manderanno te in avanscoperta (giammai prendersi queste stupide responsabilità) e si fionderanno fuori per primi per carenza d'ossigeno.



 

Mi sedersi a tavola prima della padrona di casa
Se siamo talmente cafoni da imbucarci alle cene, almeno informiamoci sull'identità della padrona di casa in modo da riconoscerla.




 
Tenere il cellulare acceso
Ce la facciamo a toglierci la “protesi” dall'orecchio almeno a cena? O abbiamo bisogno del cartello di divieto anche al ristorante?

Mai appoggiare i gomiti sul tavolo, perchè come “next step” da te si aspetteranno che tu beva “a boccia”

Mai tenere la braccia ciondolanti sotto al tavolo e di conseguenza la testa reclinata sul piatto.
Ricordati, non sei un cane che magia della ciotola.


 





giovedì 2 dicembre 2010

La maxi-bag val bene la periartrite

La moda imperversante delle maxi-bags è una vera benedizione per tutte quelle donne che dentro la borsa ci mettono la casa.

Vuoi non avere quei 3-4 mazzi di chiavi, ciascuno appeso ad un portachiavi gigante?
Potrai forse fare a meno di quel mezzo chilo di trucchi?
Sono o non sono obbligatori lo spazzolino, i fazzolettini, il deodorante e le salviette umidificate?
E potrà mica mica mancarti la lima nel caso ti si spezzasse un'unghia?
E le pinzette per estirpare quel malefico sopracciglio ribelle?

Ok, siamo pronte ad ammettere che il portafoglio è una borsa nella borsa, ma dovrà pur essere sufficientemente capace da contenere quella ventina di carte sconto, biglietti e bigliettini, montagne di scontrini accartocciati, etc. etc....
Sì o no?…Sì.


Col marasma che regna dentro al portafoglio, sarà o non sarà necessario isolare in un posto sicuro (?) bancomat, carte di credito e documenti?
Da qui l’esigenza di una pochettina aggiuntiva.


Come sopravvivere senza l’agenda? Impensabile non annotare impegni, appuntamenti, scadenze, cene, pranzi, pensieri, imprecazioni, buoni propositi, ricette, liste della spesa, il codice colore dell’ultimo smalto Chanel, la marca e il modello di quello stivale che non puoi proprio fare senza...altrimenti a cosa ti servono i piedi?


E nella maxi-borsa può forse mancare una mini-farmacia?
E un librino-giornalino-opuscolino per ingannare il tempo nelle attese?
E un mini-snack per gli attacchi di fame?
E caramelle/chewingum da ruminare nei momenti di nervosismo?
E un paio di lentine di ricambio per le miopi?
E sigarette (un pacchetto avviato ed uno intonso) con accendini (due nel caso uno facesse cilecca) per le tabagiste?
…etc…
…etc...
…etc…

Mio nonno mi diceva: "ma che ci tieni i sassi dentro codesta borsa?…prima o poi ti si staccherà la spalla…"


Detto fatto.
Vuoi che i vecchi son saggi, vuoi la fatalità, ecco che a distanza di anni una notte ti svegli di soprassalto con la sensazione di avere un cane che ti azzanna la spalla. Naturalmente non è un cane (neanche ce l'hai il cane) e non è nemmeno un brutto incubo.
E' la periartrite.




Se però la maxi-bag ci rende più sicure, perchè in ogni luogo e momento possiamo farci un tuffo dentro e sentirci a casa, allora resta solo da inserire
Voltaren-compresse nella mini-farmacia e convivere serenamente con la periartrite, almeno fino a quando non verrà di gran moda la trolley-bag.

mercoledì 1 dicembre 2010

Sogno o sono desta?


"Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni e
la nostra breve vita è circondata dal sonno"
(da La Tempesta di Shakespeare)


"..o notte beata!temo che,essendo com'è di notte,
tutto questo non sia altro che un sogno,troppo dolce e troppo
lusinghiero per essere fatto di sostanza reale."
(da Romeo e Giulietta  di Shakespeare)

 




 "Sogna perchè nel sonno puoi trovare quello che il giorno non ti puo' dare."
( Jim Morrison )


"Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte."
( Edgar Allan Poe )




La speranza è un sogno ad occhi aperti.
(Aristotele)



Per fare divenire realtà un grande sogno, il primo requisito è una grande capacità di sognare;
il secondo è la perseverazione - una fede nel sogno.
(Hans Selye)



Il sogno è il teatro dove il sognatore è allo stesso tempo sia la scena,
l'attore, il suggeritore, il direttore di scena, il manager, l'autore, il pubblico e il critico.
(Carl Gustav Jung)

venerdì 26 novembre 2010

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei….. - Capitolo I

Cosa non devi assolutamente fare a tavola.....


Rifarsi il trucco o i capelli
Se dopo ore ed ore trascorse da parrucchiere ed estetista hai già bisogno di un ritocco. La faccenda è messa male. Impara a convivere con te stessa e se proprio non ce la fai dirigiti alla toilette.


 
Giocherellare con i bicchieri o con le posate
Hai bisogni d'ingannare il tempo? Ricorda, non sei più un bambino di 3 anni. Nessuno ti perdonerà se fai secchi quei 3-4 bicchieri.

 
Fare le palline di pane
Hai bisogno di munizioni per colpire i tuoi commensali? Sii previdente; portatele da casa.




 
Servirsi da un piatto da portata con le posate personali
Ricordati sempre dell'igiene. Non puoi sbavare sul cucchiaio ed inzuppare il medesimo nella pietanza dalla quale tutti attingono.



Mangiare con ingordigia
Nessuno ti scipperà la pietanza..puoi fare con calma




Madame Bon Appetit



giovedì 25 novembre 2010

Shoes victims capitolo III: questione di premonizioni

Capita che in un momento particolare della tua vita la tua amica di sempre ti ospiti nel suo appartamento per un paio di mesi.
Lei te l’aveva buttata lì con la "leggerezza" di chi ti invita a casa sua per un caffè. Per non spaventarti.
Tu lì per lì credevi di non aver registrato l’informazione. Non ce n’era bisogno, tutto si sarebbe risolto.

Poi niente si è risolto, e lo sapevi bene che non sarebbe accaduto.
E quell’invito in realtà l’avevi memorizzato bene.

Lei non è ancora rincasata quando un lunedì sera d’inverno varchi la soglia del suo appartamento portando con te:
1 completo senso d’irrealtà
1 piccolo trolley con qualche indumento
6 paia di stivali



Appoggi il trolley in un angolo della camera dove non da fastidio e cominci a cercare un posto per gli stivali.

Magari nel ripostiglio. No, è già pieno stipato di stivali-scarpe-sandali.


Forse nel soppalco. Nemmeno a parlarne, rigurgita di stivali-scarpe-sandali.


Idea, sotto al letto. Figurati, completamente occupato da scatole strabuzzanti di stivali-scarpe-sandali.


Beh, mica a caso vi siete scelte qualche decennio fa.
All’epoca lei teneva nel bagagliaio della sua Mini-Minor una vasta gamma di decolté nuovi di pacca; se avesse portato in casa altre scarpe sua madre le avrebbe tagliato la testa.



Tu, a tua madre che aveva notato le dita dei piedi rovinate, avevi detto che un’auto ti ci era passata sopra con le ruote; non che quelle irrinunciabili ballerine rosa erano almeno un numero sotto al tuo.




Unite dalla sindrome dello shopping compulsivo?

No, entrambe folgorate in tenera età da un’intuizione, quasi una premonizione:
ci sarà da scarpinare, meglio attrezzarsi bene.

mercoledì 24 novembre 2010

Un brivido che vola via... atto II

Ancora tu non mi sorprende lo sai
ancora tu ma non dovevamo vederci più?




E come stai? Domanda inutile
Stai come me e ci scappa da ridere.
Amore mio ha già mangiato o no
Ho fame anch'io e non soltanto di te
Che bello sei sembri più giovane
o forse sei solo più simpatico




Oh lo so cosa tu vuoi sapere...
Nessuno no ho solo ripreso a fumare...
Sei ancora tu purtroppo l'unico
Ancora tu l'incorreggibile
Ma lasciarti non è possibile
No lasciarti non è possibile
Lasciarti non è possibile
No lasciarti non è possibile
Sei ancora tu purtroppo l'unico
Sei ancora tu l'incorreggibile



Ma lasciarti non è possibile
No lasciarti non è possibile
Lasciarti non è possibile
No lasciarti non è possibile
Disperazione gioia mia
sarò ancora tua sperando che non sia follia


ma sia quel che sia
abbracciami amore mio
abbracciami amor mio
Che adesso lo voglio anch'io
Ancora tu non mi sorprende lo sai


ancora tu ma non dovevamo vederci più?
E come stai? Domanda inutile
Stai come me e ci scappa da ridere
Amore mio ha già mangiato o no
Ho fame anch'io e non soltanto di te
Che bello sei sembri più giovane


o forse sei solo più simpatico ...