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venerdì 10 dicembre 2010

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei…..Capitolo III

Mai usare gli stecchini da denti in presenza dei commensali.
Se proprio non potete farne a meno, andate in toilette...non siete Johnny Stecchino.


Mai bere senza aver prima pulito la bocca con il tovagliolo
Non è ammissibile lasciare briciole ed untuosità sul bordo del bicchiere, tanto meno la bava.




Mai bere facendo rumore e mai far rumore con le posate tra i denti.
Se avete velleità di musicisti, perchè non andate al conservatorio?


Mai fare dei bocconi troppo grandi....
La pietanza è già calda di suo...ricordatevi, avete una bocca, non un forno!



             BUON APPETITO A TUTTI!!!!!!!!





venerdì 3 dicembre 2010

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei…Capitolo II

Al ristorante: il primo a varcarne la soglia deve essere sempre l’uomo. L'usanza “Prima le signore” vale solo per l'uscita. Questa regola ha radici antiche; in passato infatti “il Cavaliere” aveva l’obbligo di esplorare l’ambiente prima di farci entrare una signora.
 
Ah...ah...ah...
Come di solito accade manderanno te in avanscoperta (giammai prendersi queste stupide responsabilità) e si fionderanno fuori per primi per carenza d'ossigeno.



 

Mi sedersi a tavola prima della padrona di casa
Se siamo talmente cafoni da imbucarci alle cene, almeno informiamoci sull'identità della padrona di casa in modo da riconoscerla.




 
Tenere il cellulare acceso
Ce la facciamo a toglierci la “protesi” dall'orecchio almeno a cena? O abbiamo bisogno del cartello di divieto anche al ristorante?

Mai appoggiare i gomiti sul tavolo, perchè come “next step” da te si aspetteranno che tu beva “a boccia”

Mai tenere la braccia ciondolanti sotto al tavolo e di conseguenza la testa reclinata sul piatto.
Ricordati, non sei un cane che magia della ciotola.


 





venerdì 26 novembre 2010

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei….. - Capitolo I

Cosa non devi assolutamente fare a tavola.....


Rifarsi il trucco o i capelli
Se dopo ore ed ore trascorse da parrucchiere ed estetista hai già bisogno di un ritocco. La faccenda è messa male. Impara a convivere con te stessa e se proprio non ce la fai dirigiti alla toilette.


 
Giocherellare con i bicchieri o con le posate
Hai bisogni d'ingannare il tempo? Ricorda, non sei più un bambino di 3 anni. Nessuno ti perdonerà se fai secchi quei 3-4 bicchieri.

 
Fare le palline di pane
Hai bisogno di munizioni per colpire i tuoi commensali? Sii previdente; portatele da casa.




 
Servirsi da un piatto da portata con le posate personali
Ricordati sempre dell'igiene. Non puoi sbavare sul cucchiaio ed inzuppare il medesimo nella pietanza dalla quale tutti attingono.



Mangiare con ingordigia
Nessuno ti scipperà la pietanza..puoi fare con calma




Madame Bon Appetit



venerdì 19 novembre 2010

Piccole accortezze assolutamente necessarie….





Se pensiamo che le regole del Bon Ton riguardino soltanto le persone snob che si vogliano distinguere, sbagliamo di grosso.
In realtà tali regole sono tutte dotate di una logica schiacciante, e chi le farà sue sarà una persona migliore.

Alcune fondamentali:

  •          Mai dire “piacere” quando ci presentiamo o veniamo presentati
Chissà, magari conoscere quella persona sarà uno dei più grossi dispiaceri della nostra vita..e allora non ce la mandiamo...

  •         Mai dire “salute” alle persone che starnutiscono
Macché salute e salute, come minimo quelle persone sono portatrici di batteri e germi influenzali o affette da patologie croniche e contagiose.

  •         Mai mandare fiori anonimi
Potremmo passare per serial killers



        Mai mettere il foulard in tasca uguale alla cravatta
Uomini, lasciate il pendant alle donne, mercie






  •         Mai sedersi con le mani incrociate dietro la testa
Assolutamente vietato svaccarsi in presenza altrui


  •       Quando si viene invitati a cena e trascorriamo con gli invitati anche il dopocena, è bene ricordarsi che il sonno è sacro. Mai costringere gli altri a fare le ore piccole
Si capisce, non sta bene attaccare ganci interminabili al proprio prossimo che potrebbe anche correre il rischio di soffocare nel tentativo di reprimere gli sbadigli.

  •       Se si passeggia con la compagna/amica sotto la pioggia, deve essere sempre l’uomo a tenere l’ombrello
A trovarlo un galantuomo che ti tiene l'ombrello....








  •       Stretta di mano. Mai la mano morta, ma neppure un stretta che stritola
Una buona via di mezzo, un saluto deciso e rassicurante (poi torneremo nell’argomento)


Madame Bon Appetit

venerdì 5 novembre 2010

Odori e dissapori

Sfatiamo un mito: non è vero che “l'omo ha da puzzà”. Chi lo sostiene è sicuramente una persona priva di olfatto. E siccome la qui presente di naso ne ha assai (inteso come capacità olfattiva, cosa pensavate, maligni...), le capita spesso di imbattersi in inconsapevoli portatori di olezzi vari.





Siccome la categoria è fittissima, quasi inflazionata, viene talvolta da pensare che i signori in questione abbiano dei nasi un tantino difettosi.
C'è, per esempio, chi non realizza che l'asciugamano della palestra, usato, strausato e riposto umido nella borsa sportiva, produce quantità esagerate di mucillaggine e che, magari, sarebbe carino riporlo nella lavatrice il prima possibile e non riutilizzarlo ad ogni piè sospinto per pigrizia o per (!?!) economizzare sull'acqua che sta per estinguersi...


Lasciamo perdere quelli ai quali difetta il fiato odoroso di menta, a volte può essere lo stress o anche un problema di stomaco, e allora si cerca di sorvolare e di stare a debita distanza. Se però i suddetti evidenziano tartaro in abbondanza e una seria difficoltà ad avvicinarsi ad un igienista dentale, allora è bene lasciarli bollire nel loro brodo.


Chi poi si lava pochino e si immerge nei profumi più disparati manco fosse Luigi XIV, è proprio meglio non rivederlo mai più.



Se poi, nonostante tutto, si è finite nelle grinfie di un profumatone, è saggio chiarire fin dall'inizio che la pulizia di asciugamani, lenzuola e altro sarà a loro carico, pena non avvicinarsi nemmeno dipinte al loro olezzante talamo...


venerdì 29 ottobre 2010

Donne sull'orlo di una crisi gastronomica


Sarà che il maschio contemporaneo latita assai, sarà che la femmina moderna si è fatta più scafata, com'è come non è, assistiamo attonite ma non troppo ad un costume dilagante che fa la fortuna di ristoratori e gestori di laboratori gastronomici in tutta la penisola e ben oltre.


Sempre più nutrite orde di fanciulle organizzano tour mangerecci privi di qualsivoglia presenza maschile: conditio sine qua non per sbafare senza pudori e spassarsela in allegria. Le puoi trovare ovunque, ormai. Gonfie per il jet lag se si sono arrischiate a salire su un low cost per il tour di rito, trascinando borse stipate di acquisti compulsivi di cibarie e abitini a prezzi stracciati, le suddette non perdono occasione per assaggi e degustazioni.





Sono passati ormai i tempi in cui la gaudente Rossella O' Hara doveva imbottirsi di patate bollite prima di andare alle cene ufficiali perché una fanciulla dabbene doveva cibarsi in pubblico come un uccellino... Le nostre amiche non si vergognano di niente e, il più delle volte, mantengono anche una linea invidiabile. Che siano i primi esemplari di una mutazione genetica? Alla faccia di modelle anoressiche e bambine con i jeans a vita bassa che si nutrono di junk food. Qui si ragiona di gourmet serie e gli chef di tutto il mondo lo sanno che ormai questo settore è alla balia di clienti donne.
                       


Occhio, quindi. Trattatele bene e se è il caso ritorneranno!

Madame Bon Appetit